La denominazione
La Malvasia di Casorzo d'Asti, che si può chiamare anche Malvasia di Casorzo o semplicemente Casorzo, è DOC dal 1968. La zona comprende in tutto o in parte i comuni di Casorzo, Grana e Grazzano Badoglio in provincia di Asti e di Vignale Monferrato, Altavilla, Ottiglio e Olivola in provincia di Alessandria.
Vitigni e tipologie
Malvasia di Casorzo per almeno il 90%; possono concorrere Freisa, Grignolino, Barbera e altri vitigni aromatici idonei in Piemonte fino al 10%. Le tipologie sono:
* Casorzo (rosso o rosato dolce, anche leggermente frizzante);
* Casorzo spumante;
* Casorzo passito.
In vigna
Sono idonei solo i vigneti collinari su terreni argilloso-calcarei, esclusi i fondovalle e i terreni pianeggianti.
* resa massima: 11 tonnellate di uva per ettaro;
* titolo alcolometrico naturale minimo delle uve: 10,00% vol;
* resa massima dell'uva in vino: 70%.
In cantina
L'elaborazione si svolge in Piemonte. Per il passito le uve appassiscono sulla pianta fino a un titolo alcolometrico naturale di almeno il 15%. Il vino tranquillo può presentare, all'apertura, una leggera presenza di anidride carbonica di fermentazione, fino a 2,5 bar.
Al consumo
* Casorzo: colore da rosso rubino a cerasuolo, aroma caratteristico e fragrante, sapore dolce, leggermente aromatico e morbido; titolo totale minimo 10,50% vol, di cui almeno 4,50% svolto;
* spumante: spuma fine e persistente, colore rosato, sapore dolce e aromatico; titolo totale minimo 11,00% vol, di cui almeno 6,50% svolto;
* passito: rosso rubino carico, profumo intenso e complesso, sapore dolce e vellutato; titolo totale minimo 15,00% vol, di cui almeno 10,00% svolto, e almeno 50 g/l di zuccheri residui.
Il disciplinare
Questa scheda riassume il disciplinare di produzione nel testo pubblicato su Vinacciolo (ultima modifica riportata: DM 18 dicembre 2014). Il testo completo in PDF e i dati della denominazione sono nella pagina Malvasia di Casorzo DOC. Per eventuali modifiche successive fa fede il testo pubblicato dal Ministero dell'agricoltura.
La Malvasia di Casorzo d'Asti, che si può chiamare anche Malvasia di Casorzo o semplicemente Casorzo, è DOC dal 1968. La zona comprende in tutto o in parte i comuni di Casorzo, Grana e Grazzano Badoglio in provincia di Asti e di Vignale Monferrato, Altavilla, Ottiglio e Olivola in provincia di Alessandria.
Vitigni e tipologie
Malvasia di Casorzo per almeno il 90%; possono concorrere Freisa, Grignolino, Barbera e altri vitigni aromatici idonei in Piemonte fino al 10%. Le tipologie sono:
* Casorzo (rosso o rosato dolce, anche leggermente frizzante);
* Casorzo spumante;
* Casorzo passito.
In vigna
Sono idonei solo i vigneti collinari su terreni argilloso-calcarei, esclusi i fondovalle e i terreni pianeggianti.
* resa massima: 11 tonnellate di uva per ettaro;
* titolo alcolometrico naturale minimo delle uve: 10,00% vol;
* resa massima dell'uva in vino: 70%.
In cantina
L'elaborazione si svolge in Piemonte. Per il passito le uve appassiscono sulla pianta fino a un titolo alcolometrico naturale di almeno il 15%. Il vino tranquillo può presentare, all'apertura, una leggera presenza di anidride carbonica di fermentazione, fino a 2,5 bar.
Al consumo
* Casorzo: colore da rosso rubino a cerasuolo, aroma caratteristico e fragrante, sapore dolce, leggermente aromatico e morbido; titolo totale minimo 10,50% vol, di cui almeno 4,50% svolto;
* spumante: spuma fine e persistente, colore rosato, sapore dolce e aromatico; titolo totale minimo 11,00% vol, di cui almeno 6,50% svolto;
* passito: rosso rubino carico, profumo intenso e complesso, sapore dolce e vellutato; titolo totale minimo 15,00% vol, di cui almeno 10,00% svolto, e almeno 50 g/l di zuccheri residui.
Il disciplinare
Questa scheda riassume il disciplinare di produzione nel testo pubblicato su Vinacciolo (ultima modifica riportata: DM 18 dicembre 2014). Il testo completo in PDF e i dati della denominazione sono nella pagina Malvasia di Casorzo DOC. Per eventuali modifiche successive fa fede il testo pubblicato dal Ministero dell'agricoltura.