La denominazione
Il Montepulciano d'Abruzzo è DOC dal 1968. La zona comprende i comuni collinari di tutte e quattro le province abruzzesi, Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Il vino prende il nome dal vitigno, non dalla città toscana di Montepulciano, che con il suo Vino Nobile si basa invece sul Sangiovese. Dalla denominazione sono nate nel tempo altre due denominazioni: la DOCG Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane, per la provincia di Teramo, e la DOC Cerasuolo d'Abruzzo, per il rosato.
Vitigni, tipologie e sottozone
Montepulciano per almeno l'85%; possono concorrere altre uve a bacca nera non aromatiche idonee in Abruzzo fino al 15%. Per la denominazione senza sottozona è prevista un'unica tipologia: le menzioni Riserva, Superiore e "vigna" sono riservate alle sottozone. Le sottozone, con regole proprie, sono nove:
* Casauria o Terre di Casauria, Terre dei Vestini, Alto Tirino, Terre dei Peligni e Teate, anche Riserva;
* Terre di Chieti, Terre Aquilane o Terre de L'Aquila, Colline Pescaresi e San Martino sulla Marrucina, Superiore e Riserva.
In vigna
I vigneti devono essere collinari, fino a 600 metri di altitudine (700 per i versanti esposti a sud); sono esclusi i terreni umidi e i fondovalle. Sono ammesse la tradizionale pergola abruzzese, con almeno 1.600 ceppi per ettaro, e la spalliera, con almeno 2.400 ceppi.
* resa massima: 15 tonnellate di uva per ettaro (da 9 a 10 nelle sottozone);
* titolo alcolometrico naturale minimo delle uve: 11,50% vol;
* resa massima dell'uva in vino: 70%.
In cantina
Vinificazione, conservazione e invecchiamento si svolgono nella zona di produzione. Il Montepulciano d'Abruzzo può essere messo in commercio dal 1° febbraio dell'anno successivo alla vendemmia. Le sottozone prevedono invecchiamenti più lunghi, da 12 a 30 mesi secondo la sottozona e la tipologia, spesso con un periodo in legno e un affinamento in bottiglia. In etichetta l'annata è obbligatoria.
Al consumo
Colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente al granato con l'invecchiamento; profumi intensi ed eterei di frutti rossi e spezie; sapore pieno, armonico, leggermente tannico. Titolo alcolometrico totale minimo 12,00% vol, zuccheri residui al massimo 9 g/l, acidità totale minima 4,5 g/l, estratto non riduttore minimo 21 g/l.
Il disciplinare
Questa scheda riassume il disciplinare di produzione nel testo pubblicato su Vinacciolo (ultima modifica riportata: DM 19 gennaio 2023, GU n. 30 del 6 febbraio 2023). Il testo completo in PDF e i dati della denominazione sono nella pagina Montepulciano d'Abruzzo DOC. Per eventuali modifiche successive fa fede il testo pubblicato dal Ministero dell'agricoltura.
Il Montepulciano d'Abruzzo è DOC dal 1968. La zona comprende i comuni collinari di tutte e quattro le province abruzzesi, Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo. Il vino prende il nome dal vitigno, non dalla città toscana di Montepulciano, che con il suo Vino Nobile si basa invece sul Sangiovese. Dalla denominazione sono nate nel tempo altre due denominazioni: la DOCG Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane, per la provincia di Teramo, e la DOC Cerasuolo d'Abruzzo, per il rosato.
Vitigni, tipologie e sottozone
Montepulciano per almeno l'85%; possono concorrere altre uve a bacca nera non aromatiche idonee in Abruzzo fino al 15%. Per la denominazione senza sottozona è prevista un'unica tipologia: le menzioni Riserva, Superiore e "vigna" sono riservate alle sottozone. Le sottozone, con regole proprie, sono nove:
* Casauria o Terre di Casauria, Terre dei Vestini, Alto Tirino, Terre dei Peligni e Teate, anche Riserva;
* Terre di Chieti, Terre Aquilane o Terre de L'Aquila, Colline Pescaresi e San Martino sulla Marrucina, Superiore e Riserva.
In vigna
I vigneti devono essere collinari, fino a 600 metri di altitudine (700 per i versanti esposti a sud); sono esclusi i terreni umidi e i fondovalle. Sono ammesse la tradizionale pergola abruzzese, con almeno 1.600 ceppi per ettaro, e la spalliera, con almeno 2.400 ceppi.
* resa massima: 15 tonnellate di uva per ettaro (da 9 a 10 nelle sottozone);
* titolo alcolometrico naturale minimo delle uve: 11,50% vol;
* resa massima dell'uva in vino: 70%.
In cantina
Vinificazione, conservazione e invecchiamento si svolgono nella zona di produzione. Il Montepulciano d'Abruzzo può essere messo in commercio dal 1° febbraio dell'anno successivo alla vendemmia. Le sottozone prevedono invecchiamenti più lunghi, da 12 a 30 mesi secondo la sottozona e la tipologia, spesso con un periodo in legno e un affinamento in bottiglia. In etichetta l'annata è obbligatoria.
Al consumo
Colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente al granato con l'invecchiamento; profumi intensi ed eterei di frutti rossi e spezie; sapore pieno, armonico, leggermente tannico. Titolo alcolometrico totale minimo 12,00% vol, zuccheri residui al massimo 9 g/l, acidità totale minima 4,5 g/l, estratto non riduttore minimo 21 g/l.
Il disciplinare
Questa scheda riassume il disciplinare di produzione nel testo pubblicato su Vinacciolo (ultima modifica riportata: DM 19 gennaio 2023, GU n. 30 del 6 febbraio 2023). Il testo completo in PDF e i dati della denominazione sono nella pagina Montepulciano d'Abruzzo DOC. Per eventuali modifiche successive fa fede il testo pubblicato dal Ministero dell'agricoltura.