39

Disciplinari



Barolo D.O.C.G.
Decreto del Presidente della Repubblica del 1° luglio 1980

Denominazione di origine controllata e garantita del vino "Barolo"

Già Doc con Dpr 23 aprile 1966
La denominazione di origine controllata e garantita "Barolo" è riservata al vino rosso "Barolo", già riconosciuto a denominazione di origine controllata con Dpr 23 aprile 1966, che risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.

Vitigno : il "Barolo" deve essere ottenuto esclusivamente dalle uve del vitigno "Nebbiolo" delle sottovarietà "Michet", "Lampia" e "Rosé" prodotte nella zona di origine descritta.

Il "Barolo" all'atto dell'immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
Colore : rosso granato con riflessi arancione;
Odore: profumo caratteristico, etereo, gradevole, intenso;
Sapore : asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato, armonico;
Gradazione alcolica minima complessiva : 13 gradi;
Acidità totale minima: 5 per mille;
Estratto secco netto minimo: g 23 litro.

Zona di produzione : la zona di origine delle uve atte a produrre il "Barolo", comprendente i territori già delimitati con decreto ministeriale 31 agosto 1933, pubblicato nella gazzetta ufficiale del 12 ottobre 1933, n. 238, nonché quelli per i quali ricorrono le condizioni di cui al secondo comma dell'articolo 1 del Dpr 12 luglio 1963, n. 930, include l’intero territorio dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e in parte il territorio dei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi ricadenti nella provincia di Cuneo.

Invecchiamento minimo per legge: il vino deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno 3 anni e conservato per almeno due anni di detto periodo in botti di rovere o di castagno. Il "Barolo" sottoposto a un periodo di invecchiamento non inferiore a cinque anni può portare come specificazione aggiuntiva la dizione "riserva".

FONTE: G.u. Repubblica italiana n. 21 del 22 gennaio 1981, artt. 1, 2, 3, 7, 8, 9.

ALTRO

La Langa del Barolo, terra di castelli medioevali e di grandi vini prodotti da uve Nebbiolo, è situata a sud-ovest di Alba. Il Barolo è un vino dalla storia importante. Una partita di "Barol", spedita a Londra nel 1751 e consumata durante un pranzo di corte, venne ritenuta da lord Halifax, capo del Board of Trade, migliore dei vini francesi. Agli inizi dell'Ottocento cominciò a venir prodotto con le caratteristiche attuali e fu Giulia Colbert Falletti, marchesa di Barolo, a dare un contributo fondamentale alla produzione di Nebbiolo come vino secco, secondo le indicazioni del conte Oudart.
Fu Camillo Benso Conte di Cavour a far giungere in zona il famoso enologo francese per "costruire" un vino secco, importante, "alla moda di Bordeaux".

Il risultato trovò un immediato riscontro presso Casa Savoia e presso le corti di tutta Europa e venne denominato con il nome della residenza dei marchesi Falletti. Grazie alle caratteristiche organolettiche e alla sua grande struttura il Barolo si dimostrò da subito vino atto all'invecchiamento e all'esportazione. Il successo europeo del Barolo portò nel 1908 alla delimitazione della zona d'origine e, nel 1934, alla fondazione del Consorzio di Tutela insieme al Barbaresco. Risale poi al 1966 il riconoscimento della Doc e al 1980, quello della Docg.

L'areale del Barolo, che comprende in tutto o in parte i territori di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba, Monforte d'Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi, è caratterizzato da formazioni geologiche costituite da sedimenti marini depositatisi durante il Miocene (8 - 12 milioni di anni fa). I terreni sono prevalentemente marno-sabbiosi o marno-argillosi. A garanzia di qualità, la produzione di uva non deve superare gli 80 quintali per ettaro.

Il risultato trovò un immediato riscontro presso Casa Savoia e presso le corti di tutta Europa e venne denominato con il nome della residenza dei marchesi Falletti. Grazie alle caratteristiche organolettiche e alla sua grande struttura il Barolo si dimostrò da subito vino atto all'invecchiamento e all'esportazione. Il successo europeo del Barolo portò nel 1908 alla delimitazione della zona d'origine e, nel 1934, alla fondazione del Consorzio di Tutela insieme al Barbaresco. Risale poi al 1966 il riconoscimento della Doc e al 1980, quello della Docg.
L'areale del Barolo, che comprende in tutto o in parte i territori di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba, Monforte d'Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi, è caratterizzato da formazioni geologiche costituite da sedimenti marini depositatisi durante il Miocene (8 - 12 milioni di anni fa).

I terreni sono prevalentemente marno-sabbiosi o marno-argillosi. A garanzia di qualità, la produzione di uva non deve superare gli 80 quintali per ettaro. Nel 2000 sono risultate impegnate nella produzione 720 aziende, per un totale di 1.300 ettari vitati.