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Disciplinari



Nizza D.O.C.G.

 ► zona di produzione


● in provincia di Asti: comprende l’intero territorio dei comuni di Agliano Terme, Belveglio, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Mombaruzzo, Mombercelli, Nizza Monferrato, Vaglio Serra, Vinchio, Bruno, Rocchetta Palafea, Moasca, San Marzano Oliveto;

► base ampelografica
● anche riserva: Barbera;

► norme per la viticoltura
● i vigneti oggetto di nuova iscrizione o di reimpianto dovranno essere composti da un numero di ceppi ad ettaro, calcolati sul sesto di impianto, non inferiore a 4.000;
● la forma di allevamento consentita è quella, tradizionale, a controspalliera con vegetazione assurgente; i sistemi di potaturasono il Guyot tradizionale o il cordone speronato basso;
● la raccolta dell’uva deve essere effettuata esclusivamente a mano;
● è consentita l’irrigazione di soccorso;
● la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo non devono essere superiori a 7 t/Ha e 13% vol. (anche per la versione riserva), di 6,3 t/Ha e 13,50% vol. nel caso di menzione aggiuntiva "vigna" e relativo toponimo tradizionale. Per i vigneti con età inferiore ai sette anni, per poter utilizzare la menzione "vigna", la resa massima per ettaro dovrà essere:
   ▪ 3° anno di impianto: 3,8 t/Ha
   ▪ 4° anno di impianto: 4,4 t/Ha
   ▪ 5° anno di impianto: 5,0 t/Ha
   ▪ 6° anno di impianto: 5,7 t/Ha;

► norme per la vinificazione
● le operazioni di vinificazione e imbottigliamento devono essere effettuate nella zona di produzione delimitata, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio delle Province di Cuneo, Asti e Alessandria;
● non è consentita alcuna forma di arricchimento per l’aumento della gradazione alcolica;
● i seguenti vini devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento:
   ▪ Nizza (anche "vigna") - minimo 18 mesi di cui in legno (di qualsiasi dimensione) almeno 6 mesi, con decorrenza dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia
   ▪ Nizza riserva (anche "vigna") - minimo 30 mesi di cui in legno (di qualsiasi dimensione) almeno 12 mesi, con decorrenza dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia;
● è ammessa la colmatura con uguale vino della stessa annata, conservato anche in contenitori diversi dalle botti in legno, per non più del 10% del totale del volume, nel corso dell’intero invecchiamento obbligatorio;

► norme per l’etichettatura
● nella designazione e presentazione dei vini, la denominazione di origine può essere accompagnata dalla menzione "vigna" seguita dal corrispondente toponimo o nome tradizionale purché:
   ▪ le uve provengano totalmente dallo stesso vigneto
   ▪ tale menzione sia iscritta nella "Lista positiva" istituita dall’organismo che detiene lo Schedario viticolo della denominazione
   ▪ la vinificazione delle uve e l’invecchiamento dei vini siano stati svolti in recipienti separati e la menzione "vigna", seguita dal toponimo o nome tradizionale, sia stata riportata nella denuncia delle uve, nei registri e nei documenti di accompagnamento;
● l’indicazione dell’annata di produzione delle uve in etichetta è obbligatoria;

► legame con l’ambiente
● A) Informazioni sulla zona geografica
L’area di produzione comprende 18 comuni della Provincia di Asti, limitrofi al comune di Nizza, zona tradizionale e di elezione per la coltivazione del vitigno Barbera. Si tratta di un sistema collinare poco elevato, compreso per lo più tra i 150 e i 400 metri di altitudine, caratterizzato da clima temperato o temperato-caldo (circa 1800 gradi giorno), poco ventoso e con una piovosità annuale media intorno ai 700 millimetri.
Nella «Ampelografia della Provincia di Alessandria» di Leardi e Demaria, del 1873 (ricordando che detta provincia allora comprendeva tutta la provincia di Asti), si legge a proposito del Barbera: «E’ vitigno conosciutissimo ed una delle basi principali dei vini dell’Astigiano e del basso Monferrato, dove è indigeno e da lunghissimo tempo coltivato».
Il sistema di potatura più largamente utilizzato nella zona, nello specifico per la Barbera, è il Guyot, affiancato negli ultimi decenni dal cordone speronato: questi permettono di adattare al meglio il vitigno alle condizioni climatiche dell’area e di ottenere la migliore qualità dell’uva.
● B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
Il vitigno Barbera, esigente in radiazione solare, occupa normalmente i versanti meglio esposti (quadranti da sud-est a ovest) con esclusione dei fondovalle. L’area di produzione si pone al centro del cosiddetto bacino terziario piemontese, il sistema collinare originato dal sollevamento del fondo marino in epoca terziaria; i suoli sono prevalentemente calcarei, di media profondità e poggianti su matrici rocciose calcareo-arenaceo-marnose.
● C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Sebbene diffuso in tutto il Piemonte meridionale il vitigno Barbera è storicamente ampiamente coltivato in questa zona, dove è da sempre la varietà principale. Il Nizza rappresenta la tipologia di vino di maggior pregio di quest’area ed i vigneti, coltivati nelle migliori posizioni, esprimono al meglio le potenzialità dell’uva Barbera. La condizione pedoclimatica ottimale permette di ottenere vini ricchi di estratto e di profumi, adatti anche al lungo affinamento, molto longevi.